Covered bond: obbligazioni garantite

Da maggio 2007 Banca Italia ne ha emesso i regolamenti attuativi, volti all’introduzione di questi nuovi strumenti in Italia.
Queste obbligazioni, i Covered Bond, sono garantite da portafogli di mutui immobiliari oppure da crediti nei confronti di Enti pubblici. La loro struttura è tale che il sottoscrittore vanta il credito verso la Banca che le emette e non verso un cosiddetto “veicolo”, registrato in un paradiso fiscale.
Quindi in questo caso la “società veicolo”, costituita appositamente, acquista sul mercato mutui ipotecari e altri crediti, in subordine ad un prestito della stessa Banca che vuole emettere il prestito garantito. Il portafoglio acquistato serve quindi a garantire l’obbligazione emessa dalla Banca ed a pagare gli interessi sul prestito. Qualora la Banca dovesse risultare insolvente, allora la “società veicolo” corrisponde capitale e interessi ai sottoscrittori, con l’effetto di rendere questi strumenti più sicuri delle normali obbligazioni bancarie.

Si evince chiaramente che stiamo parlando di strumenti totalmente diversi dalle asset backed securities, incriminate in questi periodi per quanto concerne il fenomeno dei subprime.

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Inizio 2008: all’insegna della “turbolenza”

Approfitto per postare alcune importanti considerazioni.

In generale lo scenario è sicuramente relativo a un clima di turbolenza, ancora emotiva e derivante da questi credit default relativi a i mutui subprime di alcune importanti banche estere. Sui subprime ho già scritto qualcosa, qui non scenderò comunque nei dettagli di questi player internazionali, così come su situazioni particolari.

La correzione della scorsa settimana, avvenuta a Borsa americana chiusa per una festività nazionale, si è scatenata proprio per una miccia innescata in Cina e relativa alla Banca locale, che sembra dovesse svalutare per tale motivo. A catena è successo tutto il resto.

Dall’altro lato c’è un timore di recessione sul versante America dove, se da un lato si definisce recessione un rallentamento dell’economia per due trimestri consecutivi, dall’altro alcuni indicatori utilizzati, sembrano dimostrare che nonostante questo periodo non sia ancora passato, siamo ugualmente in una zona di forte rischio recessione per quell’area.
C’è poi il capitolo inflazione che sembra preoccupare, ma se si analizza l’inflazione core, cioè depurata della parterelativa alle materie prime, non è neanche così preoccupante.

Ci sarà e continuerà una politica espansiva sul versante America e probabilmente anche sul lato Europa, anche se quasta impressione il Governatore BCE non sembra volerla dare; tra l’altro una politica più espansiva dal lato euro potrebbe innescare l’inversione di tendenza del biglietto verde sull’Euro.
La cosa che tutti gli analisti e gestori con cui ho parlato direttamente affermano che a fronte di questo scenario, le Banche Centrali hanno tutti gli strumenti per farvi fronte e soprattutto che esiste una dicotomia importante relativa alle valutazioni delle aziende, che invece sono positive.

SubPrime: mutui a rischio non calcolato!

I mutui SubPrime sono mutui che vengono concessi da società specializzate a soggetti con minori credenziali come precari, pensionati, extracomunitari o a tutti quei soggetti a cui non è stato possibile concedere un prestito con le dovute garanzie.

I debiti contratti per i mutui SubPrime sono stati cartolarizzati dagli istituti finanziari che hanno in seguito emesso obbligazioni ad alto rendimento, quindi alto rischio. Parte delle potenziali sofferenze sono state ribaltate in crediti cartolari, obbligazioni “garantite” da mutui subprime ad alto rischio di insolvenza che gli istituti di credito hanno venduto ai risparmiatori, o collocato direttamente nel portafogli dei loro fondi di investimento. In questo modo, le perdite non sono evidenziate a bilancio, depennando i crediti inesigibili, e sono pagate dai risparmiatori. L’obbligazione, infatti, non è un titolo a capitale garantito in caso di fallimento dell’emittente (i titoli subprime non sono garantiti dalla propria banca di fiducia, ma dal mutuo a rischio di sofferenza): se il mutuo non è pagato, non pagano interesse; se è dichiarata l’insolvenza, non sono più cedibili, comportando la perdita del capitale.

Per calmierare la crisi la FED e la BCE sono state costrette ad iniettare più volte nel mercato ingenti quantità di liquidità attraverso pronti contro termine, per sostenere il mercato ed evitare ulteriori crolli repentini, così come si sono verificati dall’estate appena passata.