Petrolio: supera i 100 USD al barile!

Come in larga parte temuto, l’oro nero ha superato i 100 dollari al barile ieri a New York superando così il precedente record di 99,29 dollari registrato lo scorso novembre. La Casa Bianca ha fatto sapere che non intende toccare le riserve strategiche per calmierare i prezzi, nonostante sullo scenario internazionale le tensioni in alcune aree del pianeta, come la Nigeria e l’Algeria, non fanno presagire stabilità nella produzione da parte dei Paesi produttori Opec. Non dimentichiamo che la quotazione del petrolio risente anche del cambio euro/dollaro, per cui quello che potrebbe essere un apprezzamento stimato del biglietto verde nel corso del 2008 rispetto all’euro influirebbe, di riflesso, e negativamente.

Petrolio, perchè così costoso!

Le ragioni principali sono individuabili nelle previsioni circa le future difficoltà di estrazione, che costituiscono il preludio a un declino della produzione.

Secondo gli ultimi dati dell’International Energy Agency (IEA) risulta che l’offerta totale per il mese di agosto è stata pari a 84,6 milioni di barili al giorno, inferiori alla domanda media di 85,9 milioni di barili prevista per il 2007. Nel contempo la domanda media prevista per il 2008 viene stimata in 88 milioni di barili al giorno. Risulta evidente che di fronte a un deficit di produzione di 1,3 milioni di barili al giorno, nemmeno la recente decisione dell’Opec di aumentare la produzione di 500 mila barili al giorno a partire dal 1 novembre possa essere sufficiente a tranquillizzare il mercato.

Un’altra notizia preoccupante, ci giunge dalla Russia, dove la produzione di petrolio e gas naturale risulterebbe in calo, anche se ufficialmente il motivo viene attribuito alla mancanza di investimenti nel settore.

Un altro importante fattore da tenere in considerazione è la tendenza di paesi come Russia, Venezuela e adesso anche Kazakhstan, di rinegoziare i contratti per le società straniere. La produzione del campo Kashagan non inizierà prima del 2009 e il costo totale si è ormai dilatato da $47 miliardi a $136 miliardi! Oltre alle difficoltà tecniche del progetto, si è aggiunta anche la mancanza di personale qualificato.

Il petrolio e il suo “picco”! Già raggiunto?

Il petrolio come fonte di energia trasportabile e facilmente utilizzabile, oltre che base di molti prodotti chimici industriali, lo rende una delle materie prime più importanti del mondo.

L’accesso al petrolio è stato uno dei principali fattori in molti conflitti militari, compresi la Seconda guerra mondiale e la guerra del Golfo.

Le riflessioni che gli analisti attualmente fanno, tra quelle di natura fondamentale, sono sul picco del petrolio. Bisogna prima di tutto capire che il petrolio è una risorsa limitata, perciò l’esaurimento costituisce una certezza:è solo una questione di tempo.

Il fenomeno del picco è stato previsto per la prima volta nel 1956 dal geofisico americano Marion King Hubbert; questi si sbagliò: il picco si verificò invece nel 1970.

Da allora ci sono diversi studiosi che portano avanti il lavoro di Hubbert, concentrandosi sul picco mondiale del petrolio. Per Colin Campbell è fuori dubbio che il picco del petrolio sia già stato raggiunto. Per dare supporto a questa teoria egli cita l’esempio americano. Nel 1930 gli USA raggiunsero il picco delle “scoperte” di nuovi giacimenti del petrolio.

Il picco della produzione si verificò 40 anni più tardi, nel 1970. Nel mondo, invece, il picco delle scoperte fu raggiunto nel 1965, quindi se la regola del ritardo del picco della produzione fosse uguale per tutto il mondo come per gli USA, il picco si sarebbe verificato nel 2005. Un fatto certo, comunque, è che dal 1981 nel mondo consumiamo più petrolio di quanto ne scopriamo.

In tutto questo, sembra proprio che il prezzo del petrolio, secondo l’andamento di questo periodo, sia pronto a volare verso i 100 dollari al barile! Ha superato quota 92 dollari raggiungendo il nuovo record a 92,22 sul mercato elettronico after hours di New York. Il Brent, il petrolio di riferimento europeo, a Londra superato per la prima volta gli 89 dollari, a 89,30.