La scienza “(non) esatta” di Gonzales: andiamo verso la pianificazione degli obiettivi

La “piramide del patrimonio” è l’unica strada per una corretta analisi dei bisogni dei clienti, per correlare obiettivi/tempi/strumenti disponibili sul mercato, dopo un’accurata scelta di pianificazione (vedi articolo di questo sito http://goo.gl/r9hs “INVESTIMENTO: PIANIFICAZIONE OGGETTIVA o SEMPLICE SCOMMESSA).

Sono da sfuggire, invece, tutte le “scienze” più o meno esatte. Devono prendersi in esame le metologie sane per l’ottimale utilizzo dei parametri oggettivi di scelta, mai quei consigli del consulente del “banco di Machu Pichu”, di questo simpatico video

I passi di un modello di personal financial planning

Vale la pena ricordare che un buon modello di personal financial planning si compone di poche semplici regole e di una serie di supporti da utilizzare, spesso dimenticati anche dagli addetti ai lavori.

Innanzitutto il cliente dovrebbe sempre poter scegliere il proprio piano ottimale di accantonamento e pianificare i progetti finanziari della famiglia.
A riguardo, la nuova normativa Mifid regolamenta il grado d’informazione che deve essere trasferita al cliente a seconda della tipologia di rapporto che si intende instaurare tra cliente e istituzione finanziaria; deve essere fatta una valutazione accurata in base all’esperienza e al livello di conoscenza che il cliente ha degli strumenti d’investimento che si accinge a sottoscrivere; fondamentali sono anche le corrispondenti informazioni che lo stesso cliente mette a disposizione dell’intermediario, Banca o SIM, per qualificare la tipologia di rapporto scelta (si leggano in merito gli articoli sul tema, cfr.).
Soltanto seguendo tale iter l’esperienza del consulente finanziario, può far seguire l’individuazione dei trend del mercato, che spiegati al cliente, può essere reso compliant il portafoglio, con il profilo d’investimento del cliente. Si è così pronti a fornire un portafoglio di prodotti in linea con il profilo del cliente e con gli obiettivi del progetto.
Successivamente alla sottoscrizione il portafoglio selezionato viene sottoposto ad attento monitoraggio, allo scopo di accertare che l’investimento segua l’iter di crescita pianificato.
Se necessario, nel tempo si dovrà ribilanciare la strategia di asset allocation, tenendo conto dei mutati scenari di mercato e/o delle disponibilità patrimoniali del cliente.

Quindi un sistema tipico di supporto alla pianificazione si compone di:
• un’asset allocation che determina il portafoglio tipo, composto da indici rappresentativi dei mercati azionari e obbligazionari;
• un product picking che determina l’insieme di prodotti di risparmio gestito idonei ad ottimizzare le scelte consigliate;
• un sistema di monitoraggio, controllo e ribilanciamento, che segnala il rischio di non raggiungere l’obiettivo prefissato e suggerisce le modifiche da apportare al piano di investimento.

INVESTIMENTO: PIANIFICAZIONE OGGETTIVA

Dopo aver letto gli articoli precedenti, credo sia doveroso dare una direzione ben precisa all’attività di personale tenuta dei propri risparmi, piccoli o grandi che siano.

Cos’è che fa veramente la differenza per un risparmiatore che da un lato ha la possibilità di accedere a partecipazioni in aziende tramite titoli azionari in tutto il mondo, che può finanziare aziende sottoscrivendo obbligazioni e addirittura Stati, attraverso Titoli di Stato, o può accrescere le sue proprietà, con acquisto di beni immobili?

Parto da una semplice riflessione!
Le grandi aziende, che conosciamo tutti e che attraverso i loro prodotti fanno ormai parte della nostra vita, avrebbero potuto raggiungere i risultati di vendita e di espansione attuali se non avessero stabilito dei piani di sviluppo, con dei programmi ben precisi di spesa e di investimento in strutture, nella ricerca e chissà cos’altro? Inoltre, avrebbero potuto fare tutto questo, senza sapere esattamente dove voler arrivare, e senza poter effettuare nel tempo le dovute correzioni ai piani stessi?

Sfido qualsiasi di voi, a rispondere con un no!!
Ebbene, nel piccolo della famiglia o del singolo, la musica non cambia affatto!
La modalità di gran lunga più efficace è creare un parallelo metodologico tra:

  • l’impresa famiglia
  • l’impresa industriale

per il raggiungimento pianificato e ragionevolmente certo dei risultati.

Per ottenere tutto questo, al pari di qualsiasi azienda che pianifica la propria attività di sviluppo, è necessario:

  1. stabilire degli obiettivi sufficientemente chiari, nel senso di quantificarli e sapere quando è importante raggiungerli
  2. verificare le proprie disponibilità attuali e prospettiche
  3. fare un piano di fattibilità/coerenza tra disponibilità, obiettivi e strumenti utilizzabili (-> vedi più avanti)
  4. scegliere quali siano gli strumenti, che per loro reale composizione, natura e storia sono in grado di raggiungere in modo oggettivo i risultati voluti
  5. iniziare il progetto
  6. apportare le dovute correzioni nel tempo, in relazione al modificarsi di efficacia e efficienza delle soluzioni prese in considerazione, in modo costante, con test qualitativi ripetuti periodici (rating oggettivi); adattarsi ai mutamenti dei contesti macro-economici e della congiuntura con ragionevole rapidità, per conservare i presupposti che il progetto si è posto.

E’ arrivato il momento di vedere da vicino la “piramide del patrimonio” che riporto in testa a questo articolo.

TRE sono quindi i fattori che prendiamo in considerazione:

1. TEMPO
– breve
– medio
– lungo periodo

2. L’OBIETTIVO CARATTERISTICO DEL PATRIMONIO
– LIQUIDITA’: è rappresentata da entrate e uscite mensili: la soglia necessaria per le mie SPESE ORDINARIE (soglia di sicurezza) – fino a 1 mese
– RISERVA: ciò che deve rimanere disponibile per le SPESE STRAORDINARIE, anche pianificabili, quindi superiori alla soglia liquidità – fino a 18 mesi
– INVESTIMENTO: ciò che destino alla crescita del mio patrimonio su un orizzonte temporale sufficientemente lungo – dai 3 ai 10 anni
– SICUREZZA: è tutto ciò che ci accompagna per la maggior parte della nostra vita; generalmente si riferisce a situazioni inerenti la persona o il gruppo familiare – dai 10/15 anni e oltre

3. GLI STRUMENTI D’INVESTIMENTO
– conti correnti (LIQUIDITA’)
– titoli di Stato e Obbligazioni e Fondi d’investimento corrispondenti (RISERVA)
– titoli azionari e fondi d’investimento corrispondenti (INVESTIMENTO)
– polizze vita, polizze assicurative, fondi pensione, immobili (SICUREZZA)

A tutto questo va necessariamente aggiunta quell’attività di consulenza che ho descritto in altri articoli, che deve essere coadiuvata dalla libertà di scegliere in modo oggettivo gli strumenti, con criteri statistico-matematici e rating, senza dover per forza utilizzare quegli strumenti, che ormai sorpassati interlocutori, distribuiscono: prodotti unicamente della propria banca o società di intermediazione mobiliare.
Quindi affidarsi a un promotore finanziario, che non soltanto a parole, segue la miglior teoria della pianificazione finanziaria, che ho fin qui esposto, e che a questa può far corrispondere quella scelta virtuosa degli strumenti d’investimento migliori, sull’intero mercato finanziario.

Per rispondere alla domanda del titolo, se ancora non fosse ben chiaro, cari miei lettori, dico:
per investire al meglio, non bisogna mai scommettere su singole soluzioni o titoli, ma scegliere consapevolmente secondo un corretto modello di pianificazione delle risorse, che non lascia spazio ad errori di valutazione delle singole, reali necessità del singolo individuo, perché lo salvaguarda innanzitutto dagli impegni di vita, per raggiungere gli obiettivi prefissati.