P/U (prezzo/utile), una bussola per le aspettative di crescita


Il rapporto prezzo/utile P/U o frequentemente detto price/ernings, rappresenta uno strumento si elementare, ma molto utile di valutazione del titolo, spesso anche rappresentato nelle pagine economiche dei giornali finanziari. Il problema della valutazione è tenere aggiornato il fair value dell’azione, sempre nell’ottica di un approccio razionale.

P/U = 1/(i+r-g)

P è il prezzo del titolo, U è l’utile, g è il tasso di crescita dei profitti attesi, i è il tasso di un Btp di lungo periodo, r è il premio al rischio che l’investimento in azioni ha rispetto a un titolo a rischio zero (diciamo un titolo di stato)

Partiamo dalla nota metodologica: tanto è più basso questo rapporto P/U, tanto sarà prospetticamente interessante il titolo in oggetto. Il motivo è semplicissimo: se l’utile generato (U) è alto, minore è il tempo che ci vorrà per recuperare il valore pagato per acquistare il titolo, al prezzo (P).

Quindi andremo a prendere in considerazione titoli con P/U con valore basso rispetto alle aziende di settore simile a quallo di cui ci accingiamo a fare la nostra valutazione.

Un titolo, però, va inquadrato in un’ottica più ampia nella determinazione del suo fair value, in quanto dipende dal combinato disposto di tre variabili: l’attesa sui tassi di lungo periodo, la propensione al rischio di chi investe, le stime sugli utili futuri dell’azienda. E’ per questo che la rappresentazione della formula sopra riportata acquisisce valore nella scelta dinamica di un titolo. Infatti due dei tre fattori sono a denominatore: il tasso del Btp (i) e il premio al rischio (r); se questi salgono il P/U sarà più basso, quindi attraente; in modo speculare lo stesso risultato si ottiene se il tasso di crescita dei profitti attesi (g) è previsto in diminuzione.