Successione: problema di famiglia


Dire successione evoca sempre un problema complesso, carico di emotività per tutti i familiari, terreno spesso sconosciuto o quasi, capace di nascondere problematiche che vanno risolte in modo piuttosto razionale

A parte questa premessa, la situazione si presenta  problematica soprattutto in presenza di patrimoni di importo sensibile, quando a dover essere traslati sono beni dopo lunghi anni di lavoro professionale e/o imprenditoriale. Per questo cercherò di fornire qualche mero spunto, che non ha la pretesa di esaurire l’argomento, sicuramente da approfondire caso per caso, anche con soluzioni ulteriori, che magari illustrerò in articoli successivi. Insomma cercherò di dare solo qualche semplice indicazione di come in realtà vanno o sarebbe auspicabile debbano andare le cose.

Inizio da quanto potrebbe essere di maggiore interesse per i lettori di questo articolo: margini di risparmio riguardo la tassazione dei beni trasferiti. Infatti per quanto riguarda i patrimoni trasferiti mediante donazioni in vita, consideriamo sempre che vale il principio che non può mai contestarsi ad alcuno il fatto che si possa disporre di beni a favore di qualcuno, tranne potersi poi opporre post mortem, qualora venga ad essere lesa la cosiddetta legittima. Detto questo si è già detto abbastanza, eventuali azioni legali potrebbero quindi essere intraprese dagli eredi. Supposto che vada tutto per il verso giusto, viene a presentarsi comunque il problema della tassazione di questi beni qualora la cifra oltrepassi la soglia del milione di euro, per cui si abbatte un’aliquota pari al 4% se si tratta di coniuge e figli, fino ad arrivare all’8%, in caso di discendenti non diretti.

La cosa da prendere in considerazione, e per questo molto interessante, è che questa imposizione può essere decurtata fino all’1% se il patrimonio ricevuto in donazione viene conferito all’interno di una polizza vita unit linked, perlomeno finchè il beneficiario non ne riceva dividendi e/o non riscatti la posizione.

Questi prodotti sono da confezionare opportunamente e da sottoscrivere sotto legislazioni di Paesi che li consentano, come l’Irlanda ma anche il Lussemburgo o il Liechtenstein. Queste polizze sono capaci di accogliere immobili, sicav, fondi d’investimento, etf, quote di private equity. Insomma è possibile far confluire una serie di asset, che a seconda della loro specifica natura, generano costi differenti ma possono essere più bassi dell’1% o anche leggermente più alti fino all’1,5% per la presenza di fondi dedicati, che hanno eventualmente diverse banche depositarie e propri gestori finanziari. Il risparmio tuttavia è evidente.

Non va trascurato però il caso classico, quello che identifica le percentuali massime disponibili del patrimonio, fino ad arrivare alla quota di legittima, che è quella indisponibile.

Infatti per il coniuge vivente la differenza nel computo della legittima la fa proprio la presenza o meno di un testamento: infatti senza testamento il 100% va allo stesso coniuge se non ci sono figli, mentre 1/2 ed il diritto di abitazione se c’è stato testamento. Per il coniuge con un solo figlio, rispettivamente 1/3 con testamenteo e 1/2 senza; la stessa cosa per il figlio. Se invece il coniuge non è vivente, all’unico figlio spetta metà del patrimonio se c’è stato un testamento, mentre in assenza di questo, la quota di legittima viene ripartita per intero tra l’unico o più figli ed eventuali ascendenti. Ovviamente esistono una serie di casistiche relativamente alla presenza di più figli e ascendenti, sia nel caso che il coniuge sia vivente o meno, ma questo non è sicuramente tema di un articolo come questo, che vuole essere soltanto una bussola per l’argomento, i cui dettagli possono e devono essere presi in considerazione, soltanto con un’analisi del caso individuale.