UCITS IV: direttiva per un mercato efficiente


Tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, entro l’1 luglio 2011, dovranno recepire la direttiva UCITS IV, approvata dal Parlamento Europeo il 13/01/2009. Questa direttiva ha l’obiettivo di creare un mercato efficiente per i fondi comuni d’investimento.

Come sappiamo nasce in un momento di profonda crisi per il risparmio gestito; un momento di crisi dell’intero sistema finanziario internazionale, questa è una direttiva che rappresenta uno dei primi concreti passi per evitare che si ripetano casi che hanno così tanto minato la trasparenza del sistema.

Non va nascosto, però, che l’evidente salasso dal risparmio gestito, avutosi nel recente passato e che già sembra assottigliare i suoi deflussi, sia dipeso in larga misura anche da una politica delle stesse reti di vendita del sistema bancario, che per la fortissima esigenza di funding, hanno operato una spinta commerciale al collocamento di obbligazioni proprie, quindi a scapito del risparmio gestito stesso.

La direttiva UCITS IV si rivolge a tutti gli OICVM (Organismi d’Investimento Collettivo in Valori Mobiliari) e vuole che questi organismi possano raggruppare e commercializzare i fondi d’investimento in modo semplice e libero all’interno dei 27 Stati, per consentire così un apprezzabile contenimento dei costi.

D’altro canto questa operatività, a livello allargato in tutti gli Stati dell’Unione Europea, proprio perché esporrà le varie aziende di quest’industria a maggiori rischi di mercato, ha reso necessario che l’Investment Management Expert Group del CESR, con a capo il Presidente della Consob Lamberto Cardia, approvasse uno specifico documento, il “Risk Management Principles for UCITS IV”. Tale documento sottolinea:

  • che la procedura di risk management dell’Organismo che fa attività trasfrontaliera sia appropriata, ma soprattutto proporzionata a dimensione, natura e complessità dello stesso e del fondo gestito

  • il background legislativo e una serie di definizioni

  • i rischi che sono rilevanti per i fondi

  • infine una sezione dedicata alle cosiddette misure di livello 3 per la gestione del rischio e suddivisa nelle sezioni di “supervisione e vigilanza”, “governance e organizzazione della procedura per il risk management”, “identificazione e misura dei rischi rilevanti”, “gestione dei rischi rilevanti” e “monitoraggio” .

Quindi si concentrerà molto lavoro su queste aziende, sia per la loro operatività, sia per la loro gestione, il tutto volto ad un maggior livello di efficienza complessiva, finalizzato ad effetti di cui ne sarà beneficiato l’investitore finale e non solo.

Vediamo in estrema sintesi come si articola la direttiva UCITS IV:

  • l’istituzione di un passaporto europeo completo, già in parte introdotto dalla direttiva UCITS III; si amplia ora con la UCITS IV, per cui l’operatività in un Paese diverso da quello di origine assume significato più ampio abbracciando quindi l’attività di collocamento e di gestione dei fondi, senza ricorrere ad alcuna forma di delega

  • semplificazione delle operazioni di notifica tra le Autority dei Paesi coinvolti nell’operatività trasfrontaliera; in questo caso, però, si prevede che la SGR in questione sia soggetta alla vigilanza prudenziale del Paese di origine e operi di conseguenza nel rispetto del Paese che la ospita

  • un’agevolata procedura nella fusione tra OICVM, sia nel caso di incorporazione, sia di costituzione di un nuovo soggetto; lo scopo è favorire l’aumento della massa gestita e la riduzione degli oneri amministrativi, favorendo così le economie di scala

  • proprio la presenza delle fusioni introduce una struttura cosiddetta master-feeder; la direttiva al fine di garantire la trasparenza di queste strutture (un fondo master ha come detentore di quote almeno un fondo feeder) prevede che il fondo master ha l’obbligo di fornire al fondo feeder informazioni e documentazioni e quest’ultimo ha il diritto a riceverli; stesse modalità sono previste anche per banche depositarie e le rispettive società di revisione

  • l’istituzione del KID (key investor document), che sostituisce il cosiddetto Prospetto Informativo per proporre all’investitore un documento effettivamente semplice, massimo due pagine in A4, per ogni fondo e per ogni singola classe, con una serie di elementi standard; si tratta delle informazioni che per l’investitore retail sono le principali e utili per poter essere in grado di prendere le decisioni d’investimento.

Approfondimenti riguardo tematiche attinenti questa direttiva, saranno trattati ancora su Finanza Previdenza e Assicurazioni.