Strumenti illiquidi: la Consob è per trasparenza e correttezza


Fino ad oggi questi strumenti avevano regole meno stringenti soprattutto se paragonati ad altri prodotti d’investimento, come i fondi comuni d’investimento.

A soccorrere a questa indiscutibile anomalia viene in soccorso la Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009, per quanto riguarda la regolamentazione per la clientela retail.

L’intervento fatto dalla Consob fa chiarezza in tal senso. Infatti gli intermediari dovranno scomporre il complessivo esborso finanziario del cliente, alla sottoscrizione di uno strumento illiquido, proprio nelle sue diverse variabili. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Secondo la Comunicazione Consob, la novità essenziale consiste nel fatto che l’intermediario dovrà porre in essere tutte quelle misure che servono a trasferire chiaramente al cliente:

  • le modalità di liquidazioni dello strumento e le eventuali difficoltà

  • gli effetti che si possono generare dalla liquidazione, dal punto di vista dei costi e dei tempi.

Quindi, in linea con quanto detto, l’intermediario dovrà porsi il problema di indicare al cliente, nel momento in cui propone al cliente uno di questi prodotti illiquidi, anche una serie di prodotti cosiddetti succedanei, per quanto riguarda i costi di sottoscrizione.