I passi di un modello di personal financial planning


Vale la pena ricordare che un buon modello di personal financial planning si compone di poche semplici regole e di una serie di supporti da utilizzare, spesso dimenticati anche dagli addetti ai lavori.

Innanzitutto il cliente dovrebbe sempre poter scegliere il proprio piano ottimale di accantonamento e pianificare i progetti finanziari della famiglia.
A riguardo, la nuova normativa Mifid regolamenta il grado d’informazione che deve essere trasferita al cliente a seconda della tipologia di rapporto che si intende instaurare tra cliente e istituzione finanziaria; deve essere fatta una valutazione accurata in base all’esperienza e al livello di conoscenza che il cliente ha degli strumenti d’investimento che si accinge a sottoscrivere; fondamentali sono anche le corrispondenti informazioni che lo stesso cliente mette a disposizione dell’intermediario, Banca o SIM, per qualificare la tipologia di rapporto scelta (si leggano in merito gli articoli sul tema, cfr.).
Soltanto seguendo tale iter l’esperienza del consulente finanziario, può far seguire l’individuazione dei trend del mercato, che spiegati al cliente, può essere reso compliant il portafoglio, con il profilo d’investimento del cliente. Si è così pronti a fornire un portafoglio di prodotti in linea con il profilo del cliente e con gli obiettivi del progetto.
Successivamente alla sottoscrizione il portafoglio selezionato viene sottoposto ad attento monitoraggio, allo scopo di accertare che l’investimento segua l’iter di crescita pianificato.
Se necessario, nel tempo si dovrà ribilanciare la strategia di asset allocation, tenendo conto dei mutati scenari di mercato e/o delle disponibilità patrimoniali del cliente.

Quindi un sistema tipico di supporto alla pianificazione si compone di:
• un’asset allocation che determina il portafoglio tipo, composto da indici rappresentativi dei mercati azionari e obbligazionari;
• un product picking che determina l’insieme di prodotti di risparmio gestito idonei ad ottimizzare le scelte consigliate;
• un sistema di monitoraggio, controllo e ribilanciamento, che segnala il rischio di non raggiungere l’obiettivo prefissato e suggerisce le modifiche da apportare al piano di investimento.