Immobili all’estero: il caso francese


Il caso può essere semplificato se prendiamo in esame le due ipotesi classiche: siamo in presenza di un immobile acquistato come seconda casa e ne faccio utilizzo diretto; la seconda ipotesi è se decidiamo di darlo in locazione a terzi.
Per il primo non c’è obbligo dichiarativo, in quanto siamo nel caso di Stato estero e in Francia non è presente la tassazione su base catastale; unica eccezione sarebbe lo stato elvetico dove invece questa è presente. Va però indicato al quadro RW della dichiarazione dei redditi italiana il prezzo di acquisizione. In Francia poi vige un’imposizione indiretta a livello locale, che rappresenta quindi l’unico onere.
Nel caso della locazione a terzi, invece, si ha l’applicazione dell’imposta diretta sul reddito prodotto dall’immobile, e parliamo di un’aliquota del 20% sulla base imponibile, forfettariamente ridotta a seconda se la locazione prevede che sia arredato o meno. Questa imposta va indicata in dichiarazione per beneficiare del credito d’imposta relativo a questo pagamento fatto all’estero.