Inizio 2008: all’insegna della “turbolenza”


Approfitto per postare alcune importanti considerazioni.

In generale lo scenario è sicuramente relativo a un clima di turbolenza, ancora emotiva e derivante da questi credit default relativi a i mutui subprime di alcune importanti banche estere. Sui subprime ho già scritto qualcosa, qui non scenderò comunque nei dettagli di questi player internazionali, così come su situazioni particolari.

La correzione della scorsa settimana, avvenuta a Borsa americana chiusa per una festività nazionale, si è scatenata proprio per una miccia innescata in Cina e relativa alla Banca locale, che sembra dovesse svalutare per tale motivo. A catena è successo tutto il resto.

Dall’altro lato c’è un timore di recessione sul versante America dove, se da un lato si definisce recessione un rallentamento dell’economia per due trimestri consecutivi, dall’altro alcuni indicatori utilizzati, sembrano dimostrare che nonostante questo periodo non sia ancora passato, siamo ugualmente in una zona di forte rischio recessione per quell’area.
C’è poi il capitolo inflazione che sembra preoccupare, ma se si analizza l’inflazione core, cioè depurata della parterelativa alle materie prime, non è neanche così preoccupante.

Ci sarà e continuerà una politica espansiva sul versante America e probabilmente anche sul lato Europa, anche se quasta impressione il Governatore BCE non sembra volerla dare; tra l’altro una politica più espansiva dal lato euro potrebbe innescare l’inversione di tendenza del biglietto verde sull’Euro.
La cosa che tutti gli analisti e gestori con cui ho parlato direttamente affermano che a fronte di questo scenario, le Banche Centrali hanno tutti gli strumenti per farvi fronte e soprattutto che esiste una dicotomia importante relativa alle valutazioni delle aziende, che invece sono positive.