Mifid (direttiva 2004/39/Ce): Assoreti e consulenza d’investimento


Con questa direttiva qualcosa cambierà veramente nel mondo del risparmio.
In controtendenza rispetto ai passati periodi storici nella composizione dell’offerta delle reti di promotori finanziari, l’incidenza dei prodotti delle aziende terze rispetto a quella in cui il promotore finanziario lavora, è salita al 16,4% (al 24,5% se si considerano solo i fondi comuni) rispetto al 13,5% del 2005 (il 20,1% solamente con gli Oicr).
“L’impressione è che questi prodotti soddisfino meglio le aspettative degli investitori”, ha sottolineato Antonio Spallanzani presidente di Assoreti. Le reti aspettano l’attuazione della Mifid, la direttiva sui mercati degli strumenti finanziari, con i potenziali riflessi sulla consulenza.

La direttiva 2004/39/Ce meglio conosciuta come direttiva Mifid («Market in financial instruments directive») è stata approvata dal Parlamento europeo il 21 aprile 2004 in cui si disciplinano i servizi di investimento che ha sostituito la direttiva 93/22/Cee. Oggetto della direttiva è la disciplina delle imprese la cui abituale attività consiste nel prestare servizi o effettuare attività di investimento a titolo professionale.
“Noi come associazione vogliamo che si possa effettuare sia il collocamento che la consulenza pura e riteniamo che questo verrà ammesso dalla normativa”, ha spiegato Antonio Spallanzani.

Con quanto detto si aprirebbero finalmente nuovi spazi per l’ingresso in Italia della consulenza indipendente in materia d’investimento, di certo tra le mille riflessioni che tale attività comporta.
Infatti, se da un lato l’indipendenza assoluta del consulente dall’azienda che gestisce il denaro è garanzia di imparzialità, dall’altro l’applicazione della parcella per l’attività di pura consulenza, rappresenta un costo aggiuntivo a quello dei fondi comuni e/o sicav che si intende utilizzare.

Per mia esperienza, ma è soltanto un mio punto di vista, con l’applicazione di qualche accorgimento nell’indirizzare il cliente verso intermediari (Banche/SIM) che non praticano costi in ingresso per l’acquisto dei portafogli migliori e in accordo con il consulente indipendente, si potrà creare una sinergia virtuosa, che renderà la consulenza indipendente appannaggio anche di un target di clienti non soltanto elevato.