NOTIZIE, TANTE O POCHE CHE SIANO, QUANTO CONTANO? GUARDIAMO DENTRO ALCUNI INDICATORI


Guardare un listino di Borsa non è cosa facile, meglio stare attenti. Più che seguire un sentito dire, di un nostro amico, lo pseudo “sapientone” in ufficio, meglio andare oltre …

Innanzitutto non essendo investitori professionali, che passano tutto il giorno davanti ai listini con strumenti idonei, coprendo tutti gli orari di apertura delle Borse su tutti i Continenti, la cosa migliore è affidarsi sempre ad un operatore professionale, competente e di fiducia, che sappia scegliere per Voi gli strumenti ben gestiti, che qualitativamente nel tempo battono i mercati.

Informarsi, però, è sempre un momento di crescita personale e chissà, su qualche titolo si può anche cercare di confrontarsi, ma io dico ai miei clienti, non più del 10% dei risparmi disponibili.

Questo cappello, per introdurre cosa?
Molti teorici della finanza insegnano che autonomamente, è quasi impossibile riuscire a ottenere performances superiori a quelle medie della Borsa.

Partiamo da un’immagine condivisa più o meno da tutti: un’azione come quota parte del capitale di un’azienda, esprime le sue prospettive, ma come? Attualizzando ad oggi nel suo valore, quella che sarà la sua redditività futura; per questo motivo, basta che ci siano notizie su un futuro brillante o incerto di un’azienda per far variare il suo prezzo, anche di molto, perché ne scaturiscono acquisti o vendite sul mercato!

Quindi tre sono i fattori che influenzano una buona scelta:

lo stato di salute dell’economia, cioè l’andamento del PIL, inflazione, tassi, Bilancia Commerciale del Paese (Import-Export), debito pubblico

il settore di appartenenza dell’azienda, in relazione al punto precedente, che suppone un aumento dei profitti nel tempo, invece di una loro riduzione

l’azienda o le aziende, che hanno nei settori scelti, buone prospettive di sviluppo e di crescita (non tutte necessariamente creano profitto e crescita!)

Una volta capito il settore promettente, cosa bisognerebbe fare?

Non è cosa facile, per questo torno all’aspetto professionale di questa attività!
Per semplificare, però, possiamo dire che sono due le attività che consentono di fare scelte consapevoli (altro discorso è raggiungere la diversificazione ottimale, per avere risultati apprezzabili di redditività e misurazione del rischio del portafoglio):

leggere i Bilanci, va bene consultare anche il Bilancio Riclassificato (dove si leggono, ad esempio, l’Utile Operativo, come guadagno dall’attività propria dell’azienda ed i Proventi Straordinari, relativi a tutte le attività che non sono proprie) servono per confrontare le aziende del Settore scelto

confrontare alcuni importanti indicatori, che mettono sul banco di prova la redditività di questa azienda in questione, con il suo valore di Borsa, ma soprattutto per confrontarlo alle aziende concorrenti

Vediamone qualcuno solo a titolo di sintesi:

Rapporto tra PREZZO E UTILI (price earning)

Questo indicatore ci fa capire se il prezzo del titolo è sopravvalutato oppure se questa azienda ha un valore in linea con le previsioni di andamento dei profitti.

Si calcola dividendo il prezzo di Borsa del titolo con l’utile netto di Bilancio e per il numero totale di tutte le azioni in circolazione.

Nella valutazione che facciamo, più questo valore è basso, in media nel tempo e rispetto alle aziende concorrenti, più il titolo è appetibile, cioè destinato a crescere; più questo valore è alto, più il titolo è sopravvalutato. Da qui utili riflessioni.

Rapporto tra PREZZO E CASH-FLOW

In questo caso mettiamo a confronto la redditività di un’azienda, senza quelle distorsioni per eventuali politiche di ammortamento degli amministratori finalizzate a gonfiare o meno gli utili; si considera il cash flow di un’azienda, come la somma tra utile netto e ammortamenti.

Lo YELD

Come sappiamo, le azioni di un’azienda generalmente staccano ai propri azionisti un dividendo annuale; per sapere percentualmente il guadagno dato da questo dividendo per il titolare delle azioni, si utilizza lo yeld, come rapporto tra dividendo e prezzo dell’azione.

Tale valore va confrontato con gli andamenti passati per il titolo in questione e anche con quelli delle aziende concorrenti.

Il rapporto tra PREZZO E MEZZI PROPRI (price/book value)

Riflettere sulla ricchezza dell’azienda è molto importante per metterla a confronto con il valore di Borsa del titolo. Infatti abbiamo tre possibilità: il valore dei mezzi propri può essere uguale, superiore o inferiore al valore di mercato del titolo; quindi nel caso il rapporto sia inferiore a 1 vuol dire che il valore di mercato è inferiore al valore patrimoniale dell’azienda e quindi potrebbe essere profittevole acquistarla. Questo rapporto varia a seconda del settore in cui l’azienda opera, per cui è importante come al solito, confrontarlo con le concorrenti. Ad esempio, le cose possono cambiare molto se il raffonto lo facciamo tra aziende industriali e quelle bancarie.