I TASSI VARIANO E LE OBBLIGAZIONI CHE FANNO?


Qualche anno fa, alcuni concetti erano prerogativa di pochi risparmiatori esperti e degli operatori specializzati, oggi non è più così!

Una serie di riflessioni e una rinfrescatina alla memoria serve sempre!
Vi domanderete, perché?

Semplice, sono ancora moltissime le persone con Titoli di Stato e “ogni tanto” scorgo che, a parole sono tutti certi di essere in una botte di ferro, ma nei loro occhi, non sempre intravedo chiarezza estrema, di fronte a contesti di mercato variabili, ma soprattutto con tassi in crescita come in questo momento.

Bene, allora vediamo di fare un po’ di ordine su un paio di concetti, a parer mio fondamentali.

La cosa da cui partire:

di fronte a variazioni del livello dei tassi di mercato da parte delle Banche Centrali, si hanno variazioni del prezzo dei titoli, che dipendono proprio dal baricentro finanziario dell’obbligazione, la duration.

Questo concetto lo abbiamo già definito altrove, ma per semplicità possiamo dire che questo valore varia in funzione:

del prezzo

del numero e valore delle cedole

della vita residua.

Titoli con eguale scadenza, possono presentare duration differente e quindi differente reattività alle variazioni dei tassi. Questa reattività dipenderà da:

valore delle cedole

dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso

Questo per dire che, la duration è sempre minore della vita residua del titolo, a causa del rientro parziale dell’investimento, dato proprio dalle cedole; soltanto per i titoli, che vengono detti zero coupon, la duration è uguale alla vita residua.

Qual’è la morale in tutto questo?

Maggiore è la duration del titolo, più alta sarà la sua reattività al variare dei tassi di mercato; quindi, paradossalmente, ma neanche tanto, avere titoli obbligazionari con duration elevata, vuol dire avere titoli con un rischio apprezzabile, con potenzialità di oscillazione del prezzo. Questi titoli costituiscono un’opportunità quando i tassi scendono, ma nascondono non pochi pericoli, quando i tassi salgono, o c’è una previsione di rialzo dei rendimenti di mercato.

Per fare un esempio, uno zero coupon a 10 anni ha duration 10, mentre un btp stessa durata con tasso ipotetico semestrale del 4,5% e prezzo 100, ha una duration di 8, proprio per il flusso delle cedole che si staccheranno.

Quindi qual è la conclusione?

Specialmente in uno scenario di tassi crescenti, i titoli obbligazionari vanno seguiti attentamente, perché non basta aspettare che scadano, in quanto il loro valore varia nel tempo, anche di diversi punti percentuali, proprio a causa di questo fattore chiamato duration.

Se la curva dei rendimenti è crescente il mercato si aspetta un rialzo di inflazione e tassi, quindi la prudenza vuole che si portino a privilegiare titoli a più breve orizzonte, consentendo investimenti futuri a tassi crescenti.

Quando, invece, la curva è inclinata negativamente, è più opportuno diversificare il portafoglio obbligazionario con scadenze più lunghe, almeno per una quota del totale.

Quindi se l’obiettivo di detenere un’obbligazione in portafoglio è motivata da un basso profilo di rischio, o per soddisfare la caratteristica di “riserva” del proprio patrimonio, conviene avvicendarla con titoli di diversa duration, a seconda del contesto di mercato; proprio per questo motivo, una gestione professionale, con l’adeguata liquidità per le transazioni, è un’ottima opportunità, che fa conservare sempre il medesimo profilo di rischio alla disponibilità stanziata e ne cerca di massimizzare il rendimento complessivo nel tempo, mediante acquisti e vendite mirati.