DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE NEL TEMPO


E’ arrivato il momento di entrare nel dettaglio di come da un contesto economico-patrimoniale, mediante una buona rilevazione degli obiettivi e soprattutto stabilita la loro fattibilità, si può procedere alla costruzione del PIANO D’INVESTIMENTO.

I passi metodologici che consentono la definizione di un piano di investimento si svolgono secondo il seguente procedimento:

A. DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE NEL TEMPO IN RELAZIONE A GLI OBIETTIVI
B. INDIVIDUAZIONE DELL’ATTEGGIAMENTO VERSO IL RISCHIO D’INVESTIMENTO
C. DEFINIZIONE DEL PROFILO DI INVESTIMENTO
D. DEFINIZIONE DEL PORTAFOGLIO D’INVESTIMENTO

A. DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE NEL TEMPO

La finalità di distribuire le risorse complessive dell’investitore su più orizzonti temporali è quella di incrementare la sicurezza complessiva del patrimonio, laddove le risorse più a breve termine costituiscono un accantonamento prudenziale finalizzato alla gestione degli imprevisti, mentre le risorse posizionate più a lungo termine sono orientate ad incrementare la ricchezza patrimoniale.
Il risultato della attività è dunque quello di identificare, per ciascun orizzonte temporale convenzionale (breve, medio, medio-lungo e lungo termine) una frazione delle risorse complessive che siano coerenti con la situazione dell’investitore.

1. In larga misura la definizione di un piano d’investimento si basa sull’individuazione di uno o più obiettivi di vita (la casa, il master per il figlio, e così via) definito nel tempo, accompagnato da un’attenta quantificazione delle risorse, che ha come fine la stabilità economico-patrimoniale, sia per capitale, sia per rendita dell’individuo.

2. A ciascun obiettivo di vita corrisponderà un portafoglio di soluzioni, con differenti qualità strutturali, adeguato all’atteggiamento verso il rischio e dipendente dall’ammontare di risorse a disposizione, che analizzeremo più avanti.

Questo risultato è perseguito per prima cosa facendo riflettere l’investitore su una diversificazione temporale tipo, coerente con l’età e con il ciclo vitale.

PER DEFINIRE IN MANIERA APPROPRIATA
LA DIVERSIFICAZIONE TEMPORALE SONO NECESSARI:
Lo stato patrimoniale e il conto economico, non sono niente altro che dei valori facilmente riportabili su appositi prospetti di bilancio; entrambe servono per calcolare gli INDICI DI STABILITÀ che sono composti da:

IL GRADO DI SOLVIBILITÀ

Esprime la percentuale di perdita massima sopportabile, del valore del proprio patrimonio, prima di diventare insolventi. L’indice è dato dal rapporto tra la Ricchezza Netta e il Patrimonio. La Ricchezza Netta di un investitore è ottenuta dalla differenza del Totale delle Attività Patrimoniali (risorse finanziarie in Liquidità, in Investimenti mobiliari e Investimenti reali come immobili, beni rifugio, mezzi di trasporto ecc.) meno il Totale delle Passività (ovvero dell’intera situazione debitoria). Il Patrimonio di un investitore coincide con il Totale delle Attività Patrimoniali.
Maggiore è il grado di solvibilità, maggiore è il grado di stabilità della situazione economico-finanziaria, minore è la necessità di distribuzione a breve e medio termine delle risorse e viceversa.

IL GRADO DI LIQUIDITÀ

Indica la percentuale di copertura del rimborso degli eventuali debiti su un arco temporale di un anno. L’indice si calcola facendo il rapporto tra la “Liquidità” (risorse in conti correnti, titoli di stato e altri investimenti monetari) e il totale dei rimborsi annui (finanziamenti a breve, mutui e altri finanziamenti).
Maggiore è il grado di liquidità, maggiore è il grado di stabilità della situazione economico-finanziaria, minore è la necessità di distribuzione a breve e medio termine delle risorse e viceversa.

IL GRADO DI RISPARMIO ANNUO

Indica la percentuale di capacità di risparmio annuo dell’investitore. L’indice è dato dal rapporto tra il Deficit o Surplus di Cassa (il Totale delle Entrate Annue meno il Totale delle Spese Annue) e il Reddito Annuo Netto (il Totale delle Entrate Annue meno le Imposte e i Contributi).
Maggiore è il grado di liquidità, maggiore è il grado di stabilità della situazione economico-finanziaria, minore è la necessità di distribuzione a breve e medio termine delle risorse e viceversa.

I tre indici possono fornire una rappresentazione sintetica dell’intera situazione economico-finanziaria e quindi una valutazione del grado di stabilità-instabilità.

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